Pineider 1774: +40% di fatturato e +43% di marginalità.

Un brand di pelletteria e scrittura di lusso, fondato a Firenze quasi tre secoli fa, con un eCommerce che non rifletteva il prestigio del marchio. Ecco come lo abbiamo trasformato in un canale performante.

+40%

fatturato eCommerce

+43%

marginalità

+10%

carrello medio

Chi è il cliente

Pineider 1774, l'artigianalità italiana del lusso

Pineider è uno dei brand più iconici dell’artigianalità italiana, simbolo di lusso, eleganza e tradizione. Nato a Firenze, ha attraversato quasi tre secoli di storia diventando un punto di riferimento per chi cerca eccellenza e unicità made in Italy.

Specializzato in penne stilografiche, agende e articoli di pelletteria personalizzabili, ha boutique a Firenze, Roma, Milano, Londra e New York. Pineider non è solo un marchio: è un’esperienza che unisce il bello e il ben fatto.

La richiesta

Un eCommerce all'altezza del prestigio del brand

Pineider voleva trasformare il proprio eCommerce in un canale strategico capace di riflettere il prestigio del marchio, aumentare il ritorno sull’investimento pubblicitario e migliorare la marginalità.

Serviva una gestione pubblicitaria data-driven, con strategie personalizzate per attirare nuovi clienti, fidelizzare quelli esistenti e scalare collezioni esclusive senza snaturare il posizionamento del brand.

La sfida

Un lusso digitale ancora da costruire

Quando Pineider ci ha contattato, l’eCommerce non stava esprimendo il potenziale del brand. Mancava una visione chiara, un’attività data-first e un approccio personalizzato per un marchio di lusso come questo.

Su Meta Ads il budget era frammentato su troppi mercati con adset sottofinanziati e obiettivi di campagna confusi. Su Google Ads le campagne PMax erano inefficienti, con ROAS bassi e nessun focus su stagionalità o collezioni esclusive. Anche il sito aveva le sue frizioni: un checkout a cinque passaggi rallentava le conversioni, e le promozioni restavano poco visibili.

L’approccio utilizzato

Tre pilastri, un solo obiettivo

Non bastava spendere meglio in pubblicità: serviva un eCommerce curato in ogni passaggio quanto le boutique fisiche del brand. Abbiamo lavorato insieme su tre fronti: le campagne, l’esperienza d’acquisto e i dati che guidavano ogni decisione.

01

Advertising

Su Meta Ads abbiamo eliminato gli adset con budget troppo frammentato, concentrando gli investimenti sui mercati più promettenti (Italia, Stati Uniti, Regno Unito) e introducendo le Dynamic Ads for Broad Audiences per raggiungere nuovi clienti. Su Google Ads abbiamo orientato il budget su campagne PMax mirate per collezione stagionale, dando priorità alle categorie ad alto potenziale come penne stilografiche e pelletteria personalizzabile.

02

Funnel ed esperienza d’acquisto

Abbiamo ridotto il checkout da cinque a quattro passaggi, per limitare l’abbandono del carrello nel punto più critico del percorso. Poi reso più visibili le promozioni, con banner chiari e call-to-action ben posizionate su spedizione gratuita e sconti stagionali: una leva che prima restava quasi invisibile.

03

Misurazione dei dati

Abbiamo integrato una dashboard proprietaria per monitorare in tempo reale ogni metrica chiave: spesa pubblicitaria, ordini, CAC, CPA, MER, marginalità. Per la prima volta Pineider ha avuto una visione chiara delle performance di ogni canale, con report periodici pensati per individuare i prodotti a marginalità più alta.

I risultati

Confronto tra i primi undici mesi di collaborazione e lo stesso periodo dell’anno precedente, gestito da altre agenzie. Per marginalità intendiamo il fatturato al netto dei costi pubblicitari.

+37%

budget pubblicitario

+8%

costo per acquisire un cliente

+10%

carrello medio

+40%

fatturato

+4%

MER

+43%

marginalità

I vantaggi ottenuti

Da un eCommerce non performante a un canale che riflette il brand

Le stesse aree che partivano quasi da zero oggi funzionano come un sistema coordinato.

Advertising

Esperienza d’acquisto

Dati e misurazione

Brand e posizionamento

Cosa puoi imparare

Le lezioni da questo caso studio

Un CAC più alto non è sempre una cattiva notizia. Pineider ha accettato un costo di acquisizione più alto per puntare su traffico più qualificato: il risultato è stato più fatturato e più margine, non meno.

Il checkout è spesso il punto dove si perde di più. Un passaggio in meno nel processo d’acquisto ha inciso più di qualunque creatività pubblicitaria.

Il lusso online non tollera la genericità. Un brand premium ha bisogno di campagne mirate su pochi mercati, non disperse su pubblici ampi e poco qualificati.

I primi mesi vanno letti con cautela, non con entusiasmo cieco. Le percentuali più alte arrivano sempre all’inizio: la vera prova è come si comportano dopo, su volumi più grandi.

La parola al brand

“In solo 3 mesi: +50% di fatturato, marginalità cresciuta del +60% e un AOV in aumento del +58%. Next2Ad è stata una vera svolta per il nostro eCommerce. La loro capacità di integrare i dati e ottimizzare ogni passaggio del funnel ci ha permesso di essere più efficienti e profittevoli. Sono professionisti di altissimo livello che combinano competenza tecnica, strategie innovative e un approccio data-driven.”

Luna Badawi

eCommerce Manager @ Pineider 1774

Domande frequenti

Le domande più comuni su questo caso studio

Perché abbiamo scelto di puntare su traffico più qualificato e ad alto intento d’acquisto, invece che sul volume a basso costo. Il risultato: meno clic sprecati e più fatturato per ogni euro investito.

Concentrando il budget su pochi mercati davvero coerenti con il brand, invece di disperderlo su pubblici ampi e poco qualificati. Meno reach, più precisione.

Sì. Ogni passaggio in più è un punto dove il cliente può abbandonare l’acquisto: ridurlo da cinque a quattro step ha inciso direttamente sul tasso di conversione.

È proprio dove rende di più: campagne PMax dedicate a singole collezioni permettono di intercettare la domanda nel momento esatto in cui è più alta.

Altri brand. Altri numeri.

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