Sample Lover: -26% sul CAC e +26% di fatturato, a parità di budget.

Un eCommerce di flash sales su prodotti di brand invenduti, con una gestione advertising da ricostruire da zero. Ecco cosa non funzionava, cosa abbiamo cambiato e i numeri che ne sono usciti.

-26%

costo acquisizione cliente

+26%

fatturato, a parità di budget

+29%

marginalità

Chi è il cliente

Sample Lover, moda, beauty e oggettistica dai magazzini invenduti

Sample Lover vende, a prezzi accessibili, prodotti che altrimenti resterebbero fermi nei magazzini di altri brand. Un capo, un accessorio, un articolo invenduto trova qui una seconda possibilità invece di finire buttato o svalutato: è shopping, ma anche un modo per ridurre gli sprechi.

Collabora con brand importanti come Venchi, Crocs, Velasca, Vans e Bacardi, oltre a realtà emergenti e artigianali Made in Italy. Ogni giorno parte una nuova vendita flash, che dura circa 4-5 giorni.

La richiesta

Diminuire il costo di acquisizione, aumentare la marginalità

Sample Lover voleva ridurre il costo di acquisizione cliente e aumentare la marginalità, per rendere l’azienda sostenibile e avere la cassa necessaria a scalare e ampliare il team.

Serviva anche più struttura: un piano di pre-lancio, lancio e post-lancio per ogni vendita flash, integrato con la pubblicità e il CRM.

La sfida

Un piano marketing mai davvero costruito

Sample Lover non aveva mai sviluppato un piano marketing capace di ottimizzare il budget pubblicitario attraverso campagne performance. Le campagne erano spesso poco efficaci, il ritorno sulla spesa pubblicitaria insoddisfacente, e mancava stabilità nell’acquisire clienti a costi bassi.

La strategia creativa era debole, con pochi test e un CTR basso. Il team dell’eCommerce era piccolo e aveva bisogno di un’agenzia capace di comportarsi come una vera estensione interna, non come un fornitore esterno.

L’approccio utilizzato

Cinque fasi, sul ciclo stagionale del brand

Siamo partiti a due settimane dal Black Friday, uno dei periodi più pesanti dell’anno per chi vive di vendite flash. Non c’era tempo per un piano teorico: abbiamo seguito il calendario reale del brand, adattando budget e priorità a seconda di cosa il momento chiedeva davvero.

01

Urgenze da sistemare

Con pochi giorni a disposizione prima del Black Friday, abbiamo prima capito i numeri veri: costi, ricavi, un target di MER sostenibile. Poi rimesso ordine nell’account Facebook Ads, sistemato Pixel e CAPI, e costruito una dashboard che finalmente mostrava dati puliti, in tempo reale.

02

Hyper Scaling

Sfruttando il Black Friday, ci siamo concentrati su Facebook Ads per intercettare una domanda inconsapevole già alta, puntando al miglior costo di acquisizione possibile. Creatività statiche e dinamiche, catalogo ottimizzato per singola collezione, strategie automatizzate per scalare il budget in modo efficiente: il costo per clic è rimasto stabile, permettendoci di scalare in modo più aggressivo.

03

Stabilizzazione

Sapevamo dai dati storici che il mese successivo sarebbe stato più piatto. Invece di sprecare budget, ci siamo concentrati su marginalità e stabilità dell’account, con creatività pensate per un costo per clic basso, e i primi test per costruire un database di contatti da attivare in futuro.

04

Ottimizzazione

In un mese Gennaio tipicamente poco interessante per chi fa flash sales, abbiamo scelto di non spingere sul budget e concentrarci su awareness del brand, marketing automation e ottimizzazione della conversione, testando anche nuove strutture di campagna e offerte post-acquisto per migliorare ulteriormente CAC e CPA.

05

Scaling

Analizzando due anni di storico, sapevamo che questo mese aveva sempre avuto costi pubblicitari bassi, mentre molti brand riducevano il budget per bassa stagionalità. Abbiamo fatto l’opposto: raccolto le offerte migliori e aumentato il budget, ottenendo un costo per clic basso, un tasso di conversione alto grazie a brand importanti in offerta, e un ritorno sulla pubblicità ai massimi livelli. Risultato: +70% di fatturato in questa sola fase rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I risultati

Confronto tra i primi quattro mesi di collaborazione e lo stesso periodo dell’anno precedente, gestito da altre agenzie. Per marginalità intendiamo il fatturato al netto dei costi pubblicitari.

-1%

budget pubblicitario

+33%

numero di ordini

+53%

ordini da clienti esistenti

-26%

costo di acquisizione cliente

+26%

fatturato

+29%

marginalità

Il vantaggi ottenuti

Un piano marketing che prima semplicemente non esisteva

Non parliamo di piccoli aggiustamenti: queste aree, quattro mesi fa, non erano prese in considerazione.

eCommerce e dati

Campagne pubblicitarie

Marginalità e CAC

Brand e struttura

Cosa puoi imparare

Le lezioni da questo caso studio

Un costo di acquisizione più basso non richiede un budget più basso. Si può ridurre il costo per cliente aumentando comunque la spesa pubblicitaria, se creatività, tracciamento e offerta funzionano insieme.

Le stagioni piatte vanno protette, non forzate. Spingere il budget in un mese storicamente debole spreca risorse: meglio concentrarsi su marginalità e struttura.

Un tracciamento incompleto costa più di quanto sembri. Un pixel configurato male fa perdere segnali preziosi che l’algoritmo userebbe per trovare i clienti giusti.

A volte il momento migliore è quando tutti frenano. Se i dati storici mostrano un mese a basso costo pubblicitario, aumentare il budget lì può battere ogni altra fase dell’anno.

La parola al brand

Rossana Ammaturo
Founder -
Sample Lover
"Non semplicemente un lavoro da agenzia ma una partnership a 360 gradi"

Domande frequenti

Le domande più comuni su questo caso studio

Sistemando prima le basi. Se il tracciamento è corretto, le creatività sono pensate per convertire e l’account è pulito, anche un budget stabile inizia a portare clienti a un costo più basso.

Perché i dati storici mostravano chiaramente una domanda bassa in quei periodi. Meglio proteggere la marginalità e prepararsi al periodo successivo, piuttosto che sprecare budget inseguendo vendite che non ci sarebbero comunque state.

Sì, anzi è particolarmente adatto: un calendario di lanci prevedibile permette di pianificare pre-lancio, lancio e post-lancio in modo più preciso rispetto a un eCommerce con catalogo statico.

Molto. Un team piccolo, senza un partner che si comporti come una vera estensione interna, fatica a stare dietro sia alla strategia che all’operatività quotidiana.

Altri brand, altri numeri.

Tre casi con lo stesso approccio, in settori e periodi diversi.

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